Descrizione Progetto

(La preghiera della madre), (1936 c.)

Certamente una delle sculture più significative nella produzione di Bortolotti, l’opera raffigura Maria Pellegrinelli, madre dell’artista raccolta in un intimo momento di preghiera.
L’anziana, con le mani e il viso solcati da profonde rughe, è raffigurata con le mani giunte e
con il capo chino in parte coperto da un velo – indossato dalle donne cattoliche per pregare nei luoghi sacri – che avvolge anche l’intero busto mostrando, tuttavia, sia i capelli ordinatamente raccolti che il colletto ed i polsini del semplice ed austero abito. Per l’impianto piramidale della composizione – i cui vertici sono costituiti dalla testa e dai gomiti poggiati sull’inginocchiatoio – Bortolotti fa riferimento ad un modello piuttosto noto e utilizzato dagli scultori, così come sottolinea anche Giuseppe Tobia Flora il quale, a tal proposito, confronta la terracotta del Museo montevarchino con l’opera «La Comunione» di Bernardo Balestrieri (o Balestrieri) in cui viene adottata la medesima soluzione.
Nelle collezione della Galleria d’Arte Moderna di Milano è conservata una variante in bronzo molto naturalistica, databile al 1926 circa, in cui l’anziana donna è rappresentata, in maniera più “domestica”, con il capo scoperto e due dita della mano sinistra leggermente sollevate. Realizzata due anni dopo il trasferimento a Milano – dove Bortolotti apre uno studio accanto a quelli di Achile Funi, Piero Marussing e Adolfo Wildt – quest’opera mostra i caratteri dello stile della sua prima formazione ovvero di un realismo ottocentesco: già esposta all’Associazione Artistica Internazionale di Roma nel 1926, il bronzo è stato acquistato dal museo milanese a conclusione della mostra personale allestita presso la Galleria Dedalo tra il 1935 e il 1936.
Verosimilmente, dopo la vendita della scultura, l’artista esegue due nuove opere raffiguranti la madre e, più precisamente, la terracotta oggi nelle collezioni de Il Cassero di Montevarchi e il bronzo collocato nella tomba di famiglia, ubicata nel cimitero di Angolo Terme, il piccolo centro camuno di cui era nativa Irma Lanini, la prima moglie morta di parto nel 1910.
La terracotta, presentata in varie mostre a partire dal 1974, è stata recentemente esposta a Bienno in occasione delle celebrazioni per i sessant’anni della morte dell’artista.Federica Tiripelli