Autori/Raffaello Romanelli
Raffaello Romanelli
(Firenze, 1856; 1928) Figlio dello scultore Pasquale Romanelli, Raffaello inizia a cimentarsi con la scultura nella bottega paterna, aderendo inizialmente al gusto verista e naturalista. Dopo un periodo di vita marinara, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove può seguire i corsi di Augusto Rivalta ed Emilio Zocchi, e si fa subito notare vincendo numerosi premi, come ad esempio il concorso annuale del 1876 con il bassorilievo «Giacobbe e Rachele al pozzo», il concorso per lo studio dal vero dell’anno seguente e nuovamente il concorso annuale del 1879. Riesce così ad aggiudicarsi una borsa di studio che gli permette di proseguire gli studi a Roma, dove vince il Pensionamento nazionale con «L’indemoniata ai piedi di Cristo». Negli anni seguenti si specializza in ritratti, scene di genere e animali, ma viene molto richiesto anche per l’esecuzione di opere di genere funerario e celebrativo, come il busto bronzeo da collocare su Ponte Vecchio commissionatogli dagli orafi di Ponte Vecchio in occasione del IV centenario dalla nascita di Benvenuto Cellini. Mentre tra le opere di carattere funerario possiamo menzionare alcuni busti come quelli di Domenico Ciapetti (1891), Gaetano Leopardi (1893), Pietro Sbisà (1903), Francesco Colzi (1904), e diversi monumenti funebri presenti in importanti cimiteri toscani come il Camposanto di Pisa, il cimitero di San Miniato e quello delle Porte Sante a Firenze.
Negli ultimi anni dell’Ottocento esegue importanti opere di carattere celebrativo come il monumento a Donatello nella chiesa di San Lorenzo a Firenze, la statua equestre di Garibaldi a Siena e la statua a cavallo di Carlo Alberto a Roma.
Affianca la sua attività di scultore, che lo porta ad esporre a Roma, Torino, Parigi e San Francisco, a quella di insegnate, diventando infatti professore all’Accademia di Firenze, ed oltre a partecipare regolarmente alle esposizioni fiorentine ebbe incarichi per monumenti all’estero, come il mausoleo di Alexandro Joan Cusa in Romania, il monumento Demidoff a Kief, il monumento al generale Martín a Caracas e quello a Botha per Città del Capo, eseguito poi dal figlio Romano dopo la sua scomparsa avvenuta nel 1928.
 

*opere di Raffaello Romanelli
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