Autori/Quinto Ghermandi
(Crevalcore - BO, 28 settembre 1916; Bologna 18 gennaio 1994) Fin dai primi anni di vita si manifesta la sua passione per la scultura e per la manipolazione dei materiali, unendo pertanto ad un’innata predisposizione lo studio dapprima presso il liceo artistico di Bologna con il prof. Cleto Tomba, per poi proseguire presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna diplomandosi in Scultura nel 1940.
Gli anni Quaranta risultano così assai importanti, non solo perché rappresentano gli anni dell’uscita dall’Accademia e delle prime esposizioni, ma sono anche gli anni della guerra, alla quale l’artista prende parte attivamente.
Nel 1942 Ghermandi viene catturato dalle truppe inglesi in Egitto e confinato per quattro anni in un campo di prigionia nel deserto; durante questo periodo riesce comunque a venire in contatto, attraverso le riviste britanniche, con l’opera di Picasso e di Hanry Moore. Al rientro a Bologna, dopo la guerra e la segregazione, comincia a partecipare alle più importanti esposizioni nazionali ed internazionali. Sono questi anni di forte tensione sperimentale sia nella ricerca di un materiale che realmente soddisfi tutte le sue esigenze espressive che dal punto di vista formale: all’interno della sua attività, possiamo trovare pertanto varie sfumature, che vanno dalla statuaria retorica fascista, all’informale, fino a giungere alla realizzazione di carri di carnevale e di caricature in terracotta, centro della sua produzione nell’arco degli anni Ottanta; in queste particolari creazioni dell’artista possiamo riscontrare tutta quella tradizione ironico-grottesca appartenente all’area emiliana e bolognese.
I soggetti principali sono personaggi politici rappresentati come fantasmi o lucumoni, in camicia da notte, sbavati di rossetto o su sarcofaghi etruschi, ma tutti con i deformi genitali ben in vista.
All’interno della sua carriera, troviamo anche una parentesi dedicata all’insegnamento che lo vede titolare della cattedra di Scultura all'Accademia di Belle Arti di Firenze e poi successivamente a quella di Bologna presso la quale, dal 1981 al 1984, ricoprì anche la carica di direttore.
Oltre ai numerosi monumenti pubblici e alle fontane, le sue opere sono presenti sia in raccolte pubbliche che private, in Italia ed in Europa, come al Kunsten Museum of Modern Art Aalborg, e al HEART - Herning Museum of Contemporary Art, in Danimarca, al Museo di Arte Contemporanea, ad Helsinky, e alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia.

                                                                                                                                              Giulia Stagi




*opere di Quinto Ghermandi
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